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Attenzione alle tasse "invisibili": ecco quali sono
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Attenzione alle tasse “invisibili”: ecco quali sono

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Le famiglie italiane devono avere un occhio di riguardo alle cosiddette tasse “invisibili” che non vengono pagate ma trattenute.

Quanto pesa davvero il fisco sul bilancio di una famiglia italiana? Secondo un’analisi dell’Ufficio studi della Cgia, nel 2026 un nucleo familiare considerato “tipo” sostiene complessivamente 20.592 euro tra tasse e contributi. Una cifra che, nella maggior parte dei casi, non viene percepita direttamente dai contribuenti: il 95,7% del totale, infatti, viene prelevato automaticamente oppure è già compreso nel costo dei beni e dei servizi acquistati ogni giorno. In questo senso si parla di tasse “invisibili”.

grafico tasse soldi
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Attenzione alle tasse “invisibili”: cosa è emerso

Il modello preso in esame dalla Cgia è quello di una coppia di lavoratori dipendenti con un figlio fiscalmente a carico. La famiglia possiede un’abitazione di 126 metri quadrati, dispone di due automobili, ciascuna utilizzata per 15mila chilometri all’anno, e ha un risparmio di 30mila euro. L’Isee considerato è pari a 23.232 euro. Per determinare le addizionali Irpef sono state utilizzate le aliquote medie nazionali, mentre per la Tari è stata presa come riferimento quella applicata dal Comune di Milano. Il bollo auto, invece, è stato calcolato sulla base delle tariffe in vigore in Lombardia.

La parte più consistente del carico fiscale viene sottratta direttamente alla fonte. Si tratta di 13.030 euro, pari al 63,3% del totale. In questa voce rientrano, tra gli altri, Irpef, contributi Inps, ulteriori contributi previdenziali e addizionali.

Ci sono poi le cosiddette imposte “nascoste”, che raggiungono 6.676 euro, equivalenti al 32,4%. Sono somme che il contribuente sostiene senza necessariamente effettuare un versamento fiscale diretto: tra queste figurano Iva, accise sui carburanti, canone Rai e imposte legate alla Rc auto. Gli ultimi 887 euro, pari al 4,3%, riguardano invece bollo e Tari.

In sostanza, rileva la Cgia, soltanto in poco meno del 5% dei casi il pagamento delle imposte avviene in maniera consapevole, attraverso un versamento diretto effettuato in contanti, online oppure allo sportello bancario o postale.

Un ruolo importante in questa diversa percezione è svolto dal sostituto d’imposta. Per i dipendenti è il datore di lavoro a trattenere dalla retribuzione le somme dovute al fisco e a versarle successivamente allo Stato. Il lavoratore, quindi, non si trova normalmente a effettuare personalmente quei pagamenti. Gli autonomi, al contrario, devono versare direttamente una parte consistente di imposte e contributi e possono dunque percepire in modo più evidente il peso della fiscalità.

Titolari di Partita iva e contribuenti

La Cgia sottolinea tuttavia che anche tra i titolari di partita Iva non sempre è chiaro quale sia l’ammontare complessivo delle somme versate durante l’anno. A incidere è anche il meccanismo di liquidazione dell’Irpef, che prevede, oltre al saldo dell’anno precedente, un acconto pari al 100% per l’anno in corso.

In Italia i contribuenti Irpef sono complessivamente 42,8 milioni: 24,1 milioni sono lavoratori dipendenti, 14,5 milioni pensionati, 1,6 milioni autonomi e altri 1,6 milioni percepiscono redditi derivanti, ad esempio, da affitti, terreni o buoni del Tesoro. Roma è l’area con il maggior numero di contribuenti, circa 3 milioni, seguita da Milano con quasi 2,5 milioni e Napoli con 1,6 milioni.

L’analisi affronta anche il tema dell’evasione fiscale, osservando che non può essere attribuita esclusivamente agli autonomi. Nel 2025 il recupero di somme sottratte al fisco ha raggiunto il record di 36,2 miliardi di euro, con un aumento del 44% rispetto al 2022.

Infine, il confronto europeo mostra una pressione fiscale italiana pari al 43,1% del Pil nel 2025, quinto valore più alto nell’Ue a 27 e superiore alla media europea del 40,7%. Davanti all’Italia figurano Francia, Danimarca, Belgio e Austria. Tra le principali economie europee, la Germania si attesta al 41,8%, mentre la Spagna è al 38,1%.

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ultimo aggiornamento: 31 Agosto 2026 16:07

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